Nelle migliori librerie, a breve: l’illusione di dio.
Luglio 17, 2007
La traduzione di the god delusion, best seller dell’etologo Richard Dawkins, arrivera’ in Italia probabilmente a settembre con il titolo: l’illusione di dio. L’evoluzionismo, secondo Dawkins, e’ in grado di spiegare in maniera soddisfacente la comparsa dell’uomo sulla terra molto piu’ di quanto non faccia il creazionismo. Allora come mai il progetto intelligente su cui sono fondate le religioni, ha avuto e ha tutt’ora tanto ascendente tra i popoli del mondo? La risposta sta nel modo secondo cui la religione si propaga nel tempo: di padre in figlio come una patologia. Come un virus.
Chi non vuole attendere il libro puo’ trovare subito la spiegazione del concetto esposto sopra, nella seconda parte del documentario, the root of all evil?(*) trasmesso in due puntate da channel four (qui si trova la prima). Il documentario e’ sottotitolato in italiano e immagino non ci sara’ ragione di doppiarlo per i prossimi venti anni, momento in cui verra’ (forse) trasmesso anche in Italia.
Per il codice Da Vinci, cavalcando il momento propizio alle vendite, sono spuntati diversi titoli: Processo al codice DV; Il codice DV spiegato ai suoi lettori; La verita’ del codice DV; La frode del codice DV. Giochi di prestigio ai danni del Cristianesimo. Alcuni dei quali in veste di difensore d’ufficio. Insomma qualcuno ha sentito la necessita’ impellente di ristabilire l’ordine. Di rinsaldare certe basi. Separiamo i fatti dalle fantasie (almeno da quelle di Brown), deve aver pensato qualche autore (motu proprio?).
Necessita’ che evidentemente il matematico impertinente con la sua ultima fatica, “Perche’ non possiamo essere cristiani”, non ha saputo creare pur scrivendo un testo che nessuno(**) ha provato a smontare punto per punto. Ma Odifreddi con le sue medie e mediane ha scritto un infelice primo capitolo, quindi nel suo caso, nessuna confusione da far rientrare: si e’ capito subito chi era il cattivo.
Sara’ interessante osservare le reazioni al libro di Dawkins nel nostro paese. Ci dovranno bastare -Deluded by Dawkins? A Christian Response to the God Delusion- e -Darwin’s Angel: A Seraphic Response to “The God Delusion”- Credo proprio che ci dovranno bastare. Se un romanzo e’ fantasia, falsificabile con un’altra fantasia (se sufficientemente evocativa) una teoria scientifica come credete si falsifichi?
(*) Ho saputo del documentario qui.
(**) Al momento, che io sappia, solo il prof. G. Giardina ha scritto qui “Una dotta recensione…”, nella quale dichiara pero’ di non aver letto tutto il testo per un punto di metodo.
L’inquinamento e’ solo un danno estetico.
Giugno 11, 2007
Mi trovo dal barbiere. Stimo almeno mezz’ ora d’attesa, allungo allora il braccio verso un cumulo di quelle riviste che non si leggono e si sfogliano in un solo senso. Interessante. Intervista esclusiva su un Chi di maggio senza copertina a Kary Mullis il biochimio statunitense premio Nobel nel 1993 per la chimica. Quattro pagine di servizio il cui incipit e’ terrificante. Vado a memoria: “Ricordate il genio della matematica interpretato da Russel Crowe in A Beautiful Mind? Ecco questi personaggi, quasi al di la’ dell’immaginario collettivo, esistono veramente e non sono fantasia degli autori del cinema“. Cosa? Fantasia degli autori del cinema? CHI, ma chi ci avete mandato ad intervistare Mullis? Crowe interpretava John Forbes Nash Jr. che e’ uno dei piu’ originali matematici del secolo scorso. Ha rivoluzionato l’economia con la sua teoria dei giochi e tra l’altro ha ricevuto nel 1994 anche lui il Nobel, per l’economia appunto.
Il servizio poi prosegue ricordando quanto Kary Mullis sia uno scienziato atipico, visto che non fa discorsi complicati e non parla solo di numeri. Inoltre, scrive l’intervistatrice, riesce a smontare molte delle teorie che caratterizzano in nostri tempi. Accidenti! E magari fa anche colazione la mattina dopo essersi lavato e vestito, un po come tutte le persone, fatta eccezione forse per Paul Erdos uno dei piu’ produttivi matematici forse di tutti i tempi. Erdos era solito passare il suo tempo, tutto il suo tempo, viaggiando per il mondo da una conferenza all’altra. Chi lo ha conosciuto racconta che prediligeva (per usare un’eufemismo) parlare di matematica quando non ti costringeva.
No, forse Kary Mullis e’ un personaggio atipico per altri motivi. Forse perche’ le sue teorie non sono sempre e proprio in accordo con quelle della scienza ufficiale. Alcune, semplificate mediante frasi ad effetto del tipo: “l’effetto serra non esiste” o “l’inquinamento e’ solo un danno estetico“, si puo’ anche provare un certo fastidio nel sentirle. Mullis avra’ le sue ragioni per sostenerle, ma restano comunque sue teorie e non smontano nulla di ufficiale (diversamente, diverrebbero la posizione ufficiale della scienza). Si puo’ ritenerlo originale perche’ racconta di essere stato rapito dagli alieni, o perche’ dice, ai tempi del college, di aver provato tutte le droge ed ancora: queste caratteristiche di Mullis non smontano alcunche’.
A parte il carattere approssimativo del servizio, certo tagliato per l’obiettivo cui si rivolge il giornale, mi ha colpito sentire da un Nobel per la chimica che l’astrologia dovrebbe essere considerata una scienza. Un po’ mi fa pensare che Mullis possa esser convinto che l’ora e il giorno in cui si nasce segnino il proprio percorso di vita. Forse e’ solo la provocazione del discusso ma sempre brillante scienziato oppure… un’altra teoria in rotta con la scienza ufficiale!
Ripongo la rivista sul tavolino di fronte a me. E’ una di quelle che si sfogliano in un verso solo e poi, e’ il mio turno.








