Sul caso ‘Operazione: Pretofilia’
Luglio 7, 2007
Quando la satira si fa dura.. e’ censura. Capitava qualche giorno fa quando un’interpellanza parlamentare a firma dell’onorevole Luca Volonte’, chiedeva cosa il governo intendesse fare visto che “viene fatto scaricare un gioco che è l’ennesima dimostrazione del crescente attacco alle religioni e al sentimento religioso di tutte le confessioni, ma in particolare di quella cattolica”
Il gioco in questione era: operazione pretofilia. Satira allo stato puro che con tutta probabilita’ si ispirava alla questione “Sex crimes and the Vatican”. Dalla lettura dei verbali dell’ordinanza, sembra che il governo intendesse applicare il decreto Gentiloni sulla pedopornografia. Quelli di molleindustria, il sito che ospitava il gioco, decidevano di autocensurarsi per far in modo che a rimetterci non fosse il loro provider, rimuovendo il gioco dal loro server. Poi (nota pubblicata da autistici/inventati) scattava il totale, seppure per un breve periodo, blocco di noblogs.org perche’ alcuni utenti della piattaforma che ospita centinaia di blog, avevano pubblicato il gioco. Ora il gioco e’ nuovamente on-line, o meglio lo e’ una versione censurata, come viene spiegato. Nel frattempo ‘operazione pretofila’, veniva mirrorato e si diffondeva attraverso le reti p2p. Fin qui i fatti.
Mediante un comunicato on-line i rappresentanti UDC affermano che ‘operazione pretofilia’ sia l’ultimo baluardo sottoforma di gioco del fenomeno della pedopornografia. Il punto e’: ‘operazione pretofilia’ e’ da considerarsi materiale pedopornografico? Un interessante intervento su punto-informatico risponderebbe di no. Allora qualora fosse partita un’operazione di oscuramento come prevista dal decreto Gentiloni si sarebbe usciti dalla legalita’.
Anche volendosi dimenticare dell’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, rimane l’impressione che qualcuno, per ragioni che lascio all’immaginazione del lettore, tenti disperatamente di ripristinare un’immagine. Immagine compromessa ad un punto tale che, in questo momento affermare che il luogo piu’ sicuro per il nostri figli sia l’oratorio sottocasa, puo’ considerarsi fare della satira di cattivo gusto. Il fatto grave e inaccettabile e’ che questo tentativo strumentalizzi proprio gli abusi sui minori.








