Caldo e stress ed e’ subito lapsus
Agosto 5, 2007
Parole del “sereno” don Germini:
“[...] mi sembra ci sia in atto una strategia mondiale di questa lobby, come chiamarla?, ebraico-radical chic, che partendo dalla Chiesa americana tende a indebolire la Chiesa tutta.”
Ma voleva dire: lobby massonica radical chic.
“Guardate che non ci sono solo i preti pedofili! I pedofili sono ovunque. Anche tra i pastori protestanti…”
Interessante scelta d’esempio. E qui cosa avra’ voluto dire?
La vita e’ un dono. Ma in quale lingua?
Luglio 28, 2007
A proposito del bacio gay davanti al Colosseo c’e’ chi suggerisce che forse occorre mettersi d’accordo sulla definizione di atto osceno. Ma non e’ la sola definizione sulla quale occorre trovare un accordo.
Leggevo su italialaica.it della durata “naturale” della vita umana(*). Al di la’ dei paradossi cui si va spesso incontro applicando la logica agli enunciati derivati da convinzioni religiose, anche qui un fraintendimento di fondo ha origine da definizioni diverse della parola “dono”.
Evidentemente il termine “regalo“ deve essere considerato troppo triviale. “Presente“, troppo moderno e “pensiero“ o “sorpresa“ poi deve suonare come bestemmia. La chiesa e’ cosi’ legata al termine “dono” perche’, con tutta probabilita’, oltre a caratterizzare implicitamente bonta’ e generosita’ di colui che lo elargisce (il dono), sottintende riconoscenza e riverenza da parte di chi lo riceve. Un elogio ripetuto fino all’ossessione nella speranza d’essere trattati con un occhio di riguardo. In Evangelium vitae, di Giovanni Paolo II, il termine “dono” compare 107 volte; non viene mai usato un sinonimo.
Intendiamoci, va anche bene che in testi come quello sopra citato, si utilizzi il dialetto compreso dalle persone alle quali il testo e’ rivolto, ma quando e’ con il resto del mondo che si vuole interagire e’ bene esprimersi mediante la lingua del resto del mondo.
In dialetto: “la vita e’ un dono di dio e solo lui, dio, puo’ decidere quando farla finire“(**).
Come a dire che se ti regalo un cappotto puoi usarlo come credi (quasi), ti piaccia o no (il cappotto), ma ricorda che anche qualora non dovesse piu’ starti, o quando sara’ logoro o vecchio non potrai disfartene. Lo dovrai tenere nell’armadio fintanto che io decidero’ di venire a riprenderlo (al limite se puzza puoi lavarlo). Un dono si puo’ anche rifiutare, non e’ carino farlo (forse anche un po’ maleducato), ma il mio cappotto sei obbligato a prenderlo.
Nella lingua del resto del mondo suona piu’ o meno: “la vita ti viene data in usufrutto da dio e solo lui, dio, godendone della nuda proprieta’ puo’ decidere il momento in cui dovrai restituirla”.
Se poi si vuol considerare anche la morte come un dono… di dio…
(*) non ho avuto modo di leggere le dichiarazioni del cardinale Saraiva Martins a cui i commenti dell’articolo si riferiscono.
(**) mentre scrivo sto pensando alla morte indegna cui Giovanni Nuvoli e’ stato costretto.
Una nuova fede? No, il punto e’ un’altro.
Luglio 3, 2007
Sembra stia nascendo una nuova fede, la fede in Odifreddi. Sono sicuro che Giorgio Israel (nel post “il nuovo vitello d’oro”) intenda che attorno a lui (Odifreddi) stia creandosi una sorta di clima di fiducia (beh non proprio tutto intorno) perche’ se fosse davvero una Fede quella alla quale allude, si tratterebbe di un fatto fuori dall’ordinario, da studiare per benino e sopratutto ben documentare e conservare su un qualche supporto a prova di cataclisma. Non sia mai che tra qualche migliao d’anni qualcuno volesse fare lo spiritoso. E’ quanto si evincerebbe da alcuni commenti dei suoi lettori al suo ultimo libro “Perche’ non possiamo essere cristiani” sul sito Internet Bookshop.
Diamo pure una lettura ad alcuni commenti piu’ avversi al libro (e spesso non solo a quest’ultimo), a quelli piu’ duri, quelli che danno il punteggio minimo.
Il libro di Odifreddi, come del resto tutta la sua produzione, è una specie di “Novella 2000″ della scienza.
Della scienza? Vabbe’, forse e’ meglio iniziare da uno che il libro l’abbia letto davvero.
sarei curioso di leggere qualche testo del tipo “Perché non possiamo essere Islamici [...]” se vogliamo allo stesso tempo essere razionali e onesti.
Non capisco come un secondo libro possa dare piu’ razionalita’ al primo. Ma c’e’ chi si spinge oltre dando del pavido all’Odifreddi per la mancata stesura di un analogo libro sull’islam.
Aspetto trepidante il prossimo libro di Odifreddi, “Perché non possiamo essere musulmani (meno che mai talebani)”, perché lo scriverai, non è vero Piergiorgio Cuor di Leone???
E’ una linea di pensiero che onestamente fatico a comprendere. In che modo l’affermare quanto sopra rafforza le tesi di chi non ha apprezzato il libro? E poi fosse vero, se anche un secondo libro non venisse mai scritto per le regioni sottilmente espresse, quali virgole dell’ultimo lavoro di Odifreddi cambierebbero di posto? A voler pensar quasi male parrebbe una sorta d’augurio nel nostalgico ricordo di quei tempi piu’ caldi per coloro additati d’eresia.
È troppo facile, cari laici, frignare come vittime insultando la religione cattolica, la quale (checché ne dica Odifreddi) si limita ad esprimere le proprie idee senza fare danni.
Significa forse che il libro ha danneggiato qualcuno? Sul non fare danni, a parte un certo numero di ingerenze di troppo, mi si trova quasi d’accordo.
[...] vorrei ricordarvi che, in una società civile, un matematico non può andare da me idraulico, operaio o manovale e dirmi “Sii ateo, perché io, depositario della verità e della conoscenza, ti dico che è la cosa giusta da fare.”, perché “Nessuno può permettersi di mettere i piedi intesta a un altro con la scusa dell’istruzione [...]
Se a qualcuno fosse sfuggito, preti vescovi e cardinali, non sono idraulici operai e manovali (sento gia’ le accuse di anticlericalismo, ma che colpa ho se il clero e’ istruito e dice cose giuste).
Sono un ingegnere [...] porto dentro di me la ricerca della verità delle cose e lo spirito della scienza, del dettaglio, delle dimostrazioni… ma nulla di questo ho trovato nel libro [...]
Esattamente quanto non si trova in bibbia e vangeli, da chi si va a protestare ora?
Un giorno lessi che un giornalista ateo fece un’intervista a Padre Pio e gli confidò che lui non credeva minimamente nell’esistenza dell’inferno, e Padre Pio gli rispose: “Non ti preoccupare figliolo, ci crederai quando ci metterai piede”
Questa e’ quasi intimidazione!
E’ facile, senza alcun contradditori, fermarsi alle critiche piu’ banali e superficiali [...]
Intanto gia’ far conoscere le critiche piu’ banali e superficiale e’ un risultato anche se…
Tutti concetti risaputi da almeno 250 anni. Niente di nuovo [...]
Niente di nuovo sotto il sole;
Ora mi spiego perche’ mai un disclaimer, un’ introduzione, una nota a pie di pagina su bibbie e vangeli pubblicati, che avvertano che quella che il lettore si appresta a leggere e’ una versione, una versione tra le tante.
Ci vogliono anni di studio per una prima base di cristianesimo. Chi non ne ha il tempo, farebbe bene a non improvvisarsi critico.
Ma non erano cose note e concetti risaputi?
L’archeologia ha sempre confermato l’esattezza delle bibbia [...]
Assieme all’esattezza della sacra sindone immagino.
Possibile sovvertire con un “libercolo” la storia di millenni, fatta di santi,religiosi,povera gente che ha vissuto solo per fare del bene in nome di un Credo. [...] P.S. il libro l’ho letto!!!!
Intendendo a parte certe storie di roghi e guerre sante? P.S. Non metto in dubbio che tu l’abbia letto!!!
Possibile che un semplice libro, peraltro molto erudito, debba cambiare il corso della vita di milioni di persone?
Mi chiedo, come può uno scritto così erudito, cambiare l’idea di una persona avanti negli anni, che dalla nascita ha sempre creduto in una vita migliore.
Un solo libro lo ha gia’ fatto! Un libro privo di certe introduzioni e note a pie di pagina. Piu precisamente non ha cambiato il corso della vita, ne ha imposto uno ed il problema e’ proprio che per un certo numero di persone lo ha fatto dalla nascita. Le stesse persone a cui il commento sotto (l’unico tra quelli che ho citato ad aver dato al libro un voto medio) che uso per concludere, si riferisce (oddio forse non a tutte):
Sono stupita del numero di “ferventi” cristiani non cattolici che hanno letto il libro e lo hanno “matematicamente” stroncato. E non nel senso che lo hanno letto con la dovuta criticità ma che semplicemente si sono sentiti offesi nel veder smantellate tesi che volenti o nolenti costituiscono comunque un parte importante della loro vita. Vorrei solo domandare perchè quando si toccano ambiti religiosi tutti si sentono offesi e lo stesso si pretende non succeda quando invece la Chiesa,e mi permetto di dire ogni altra umana istituzione religiosa (dunque nienteaffatto divina), pontificano sulla vita delle persone pretendendo che tutti si conformino al loro credo ed alla loro morale. Lungi dal voler essere troppo polemica e soprattutto daccordo con il fatto che ogni credente deve essere rispettato, vorrei però pretendere lo stesso rispetto e la stessa libertà di scelta e di pensiero anche per chi crede in qualcosa di diverso o non crede affatto.
Altro che nuova fede.
Chiesa ed ICI
Giugno 25, 2007
Italia di sprechi e privilegi. Eredita’ che ci viene direttamente dalla prima repubblica ma che qualora o quando verra’, ci porteremo in dote anche nella terza. Voglio essere ottimista, prima o dopo riusciremo a limitare al minimo gli sprechi, magari camuffandoli da privilegi, ma eliminare questi ultimi, la vedo cosa dura. Cosi’ nonostante i governi di destra si alternino con quelli di sinistra la sacra romana Chiesa continua a godere del privilegio degli sconti sull’ICI (privilegio in realta’ recentemente revocatogli ma evidentemente con scarsi risultati). Forse che il solo pensare di chiedere alla Chiesa il giusto e dovuto ci metta in cattiva luce agli occhi di dio? Magari poi lassu’ qualcuno lo ricorda e al momento opportuno ci nega un po’ di paradiso, meglio lasciare che la Chiesa abbia trovato il suo in Italia. Parafrasando Bertrand Russel, anche i nostri politici sono stati bambini e hanno difficolta’ ad affrancarsi da certi precetti. O forse, ha ragione Curzio Maltese quando scrive: C’E’ CHI in Italia è abituato a ottenere privilegi da qualsiasi governo e autorizzato a non pagare il fisco, ma sul quale nessuno osa moraleggiare. Pena l’accusa di anticlericalismo. E si sa’, gli anticlericali di posto perdono anche quello in parlamento.








