Una nuova fede? No, il punto e’ un’altro.
Luglio 3, 2007
Sembra stia nascendo una nuova fede, la fede in Odifreddi. Sono sicuro che Giorgio Israel (nel post “il nuovo vitello d’oro”) intenda che attorno a lui (Odifreddi) stia creandosi una sorta di clima di fiducia (beh non proprio tutto intorno) perche’ se fosse davvero una Fede quella alla quale allude, si tratterebbe di un fatto fuori dall’ordinario, da studiare per benino e sopratutto ben documentare e conservare su un qualche supporto a prova di cataclisma. Non sia mai che tra qualche migliao d’anni qualcuno volesse fare lo spiritoso. E’ quanto si evincerebbe da alcuni commenti dei suoi lettori al suo ultimo libro “Perche’ non possiamo essere cristiani” sul sito Internet Bookshop.
Diamo pure una lettura ad alcuni commenti piu’ avversi al libro (e spesso non solo a quest’ultimo), a quelli piu’ duri, quelli che danno il punteggio minimo.
Il libro di Odifreddi, come del resto tutta la sua produzione, è una specie di “Novella 2000″ della scienza.
Della scienza? Vabbe’, forse e’ meglio iniziare da uno che il libro l’abbia letto davvero.
sarei curioso di leggere qualche testo del tipo “Perché non possiamo essere Islamici [...]” se vogliamo allo stesso tempo essere razionali e onesti.
Non capisco come un secondo libro possa dare piu’ razionalita’ al primo. Ma c’e’ chi si spinge oltre dando del pavido all’Odifreddi per la mancata stesura di un analogo libro sull’islam.
Aspetto trepidante il prossimo libro di Odifreddi, “Perché non possiamo essere musulmani (meno che mai talebani)”, perché lo scriverai, non è vero Piergiorgio Cuor di Leone???
E’ una linea di pensiero che onestamente fatico a comprendere. In che modo l’affermare quanto sopra rafforza le tesi di chi non ha apprezzato il libro? E poi fosse vero, se anche un secondo libro non venisse mai scritto per le regioni sottilmente espresse, quali virgole dell’ultimo lavoro di Odifreddi cambierebbero di posto? A voler pensar quasi male parrebbe una sorta d’augurio nel nostalgico ricordo di quei tempi piu’ caldi per coloro additati d’eresia.
È troppo facile, cari laici, frignare come vittime insultando la religione cattolica, la quale (checché ne dica Odifreddi) si limita ad esprimere le proprie idee senza fare danni.
Significa forse che il libro ha danneggiato qualcuno? Sul non fare danni, a parte un certo numero di ingerenze di troppo, mi si trova quasi d’accordo.
[...] vorrei ricordarvi che, in una società civile, un matematico non può andare da me idraulico, operaio o manovale e dirmi “Sii ateo, perché io, depositario della verità e della conoscenza, ti dico che è la cosa giusta da fare.”, perché “Nessuno può permettersi di mettere i piedi intesta a un altro con la scusa dell’istruzione [...]
Se a qualcuno fosse sfuggito, preti vescovi e cardinali, non sono idraulici operai e manovali (sento gia’ le accuse di anticlericalismo, ma che colpa ho se il clero e’ istruito e dice cose giuste).
Sono un ingegnere [...] porto dentro di me la ricerca della verità delle cose e lo spirito della scienza, del dettaglio, delle dimostrazioni… ma nulla di questo ho trovato nel libro [...]
Esattamente quanto non si trova in bibbia e vangeli, da chi si va a protestare ora?
Un giorno lessi che un giornalista ateo fece un’intervista a Padre Pio e gli confidò che lui non credeva minimamente nell’esistenza dell’inferno, e Padre Pio gli rispose: “Non ti preoccupare figliolo, ci crederai quando ci metterai piede”
Questa e’ quasi intimidazione!
E’ facile, senza alcun contradditori, fermarsi alle critiche piu’ banali e superficiali [...]
Intanto gia’ far conoscere le critiche piu’ banali e superficiale e’ un risultato anche se…
Tutti concetti risaputi da almeno 250 anni. Niente di nuovo [...]
Niente di nuovo sotto il sole;
Ora mi spiego perche’ mai un disclaimer, un’ introduzione, una nota a pie di pagina su bibbie e vangeli pubblicati, che avvertano che quella che il lettore si appresta a leggere e’ una versione, una versione tra le tante.
Ci vogliono anni di studio per una prima base di cristianesimo. Chi non ne ha il tempo, farebbe bene a non improvvisarsi critico.
Ma non erano cose note e concetti risaputi?
L’archeologia ha sempre confermato l’esattezza delle bibbia [...]
Assieme all’esattezza della sacra sindone immagino.
Possibile sovvertire con un “libercolo” la storia di millenni, fatta di santi,religiosi,povera gente che ha vissuto solo per fare del bene in nome di un Credo. [...] P.S. il libro l’ho letto!!!!
Intendendo a parte certe storie di roghi e guerre sante? P.S. Non metto in dubbio che tu l’abbia letto!!!
Possibile che un semplice libro, peraltro molto erudito, debba cambiare il corso della vita di milioni di persone?
Mi chiedo, come può uno scritto così erudito, cambiare l’idea di una persona avanti negli anni, che dalla nascita ha sempre creduto in una vita migliore.
Un solo libro lo ha gia’ fatto! Un libro privo di certe introduzioni e note a pie di pagina. Piu precisamente non ha cambiato il corso della vita, ne ha imposto uno ed il problema e’ proprio che per un certo numero di persone lo ha fatto dalla nascita. Le stesse persone a cui il commento sotto (l’unico tra quelli che ho citato ad aver dato al libro un voto medio) che uso per concludere, si riferisce (oddio forse non a tutte):
Sono stupita del numero di “ferventi” cristiani non cattolici che hanno letto il libro e lo hanno “matematicamente” stroncato. E non nel senso che lo hanno letto con la dovuta criticità ma che semplicemente si sono sentiti offesi nel veder smantellate tesi che volenti o nolenti costituiscono comunque un parte importante della loro vita. Vorrei solo domandare perchè quando si toccano ambiti religiosi tutti si sentono offesi e lo stesso si pretende non succeda quando invece la Chiesa,e mi permetto di dire ogni altra umana istituzione religiosa (dunque nienteaffatto divina), pontificano sulla vita delle persone pretendendo che tutti si conformino al loro credo ed alla loro morale. Lungi dal voler essere troppo polemica e soprattutto daccordo con il fatto che ogni credente deve essere rispettato, vorrei però pretendere lo stesso rispetto e la stessa libertà di scelta e di pensiero anche per chi crede in qualcosa di diverso o non crede affatto.
Altro che nuova fede.









Luglio 4, 2007 at 8:29 pm
E’ curioso come, pur di rigirare la frittata in loro favore, in un attimo ragionano esclusivamente in termini di fede ( molti accusano gli atei di essere dei “fedeli” di quella che per questi cristiani è la religione dell’ateismo ) per poi virare repentinamente sullo pseudo-scientifico ( “dimostrami allora che Dio non esiste!”).
Negli ultimi tempi mi sento “radicale” e inizio ogni ragionamento in tema con un punto forte ed inoppugnabile: cominciamo col dire che Dio, per quanto ne sappiamo, non esiste. Le argomentazioni contrarie a seguire, da quelle politiche che tirano in ballo l’islam, a quelle teologico ( quando gli atei vengono accusati di non conoscere bene la Bibbia, ergo di parlare a vanvera ) si scontrano inevitabilmente contro una montagna che non si sposta. “Dio non esiste, punto. A meno che non me lo dimostri.” E il discorso guarda caso finisce lì…
Luglio 6, 2007 at 12:41 am
Sono po’ meno radicale. Di solito l’assunto e’: supponiamo che dio esista (anche perche’ diversamente non c’e’ piu’ nulla da dire). Se ho la fortuna di avere un’interlocutore che si ‘muove liberamente’ anche dopo il secondo assunto, che e’: supponiamo che i testi sacri siano normali testi letterari, allora si discute in maniera serena ed interessante.
Settembre 6, 2007 at 9:40 pm
Odifreddi… il cattivo…
Certo, a causa del primo capitolo, è stato il “cattivo”, ma solo x gli ignoranti da 4 soldi. Ha voluto dare dei cretini ai cristiani e l’ha fatto senza che loro potessero aprire bocca, cioè scrivendo il vero. Quell’uomo è un genio…
Quanto a Dawkins, ho appena terminato il suo libro: non ha la cultura di Odifreddi ed è + arrabbaito di lui, ma coglie nel segno. Ottimo!
Settembre 7, 2007 at 7:31 pm
@Flavia: con modi e argomenti diversi dicono la stessa cosa. Peccato in Italia non avere qualche Odifreddi o Dawkins in piu’. Ripetere giova.