A proposito del bacio gay davanti al Colosseo c’e’ chi suggerisce che forse occorre mettersi d’accordo sulla definizione di atto osceno. Ma non e’ la sola definizione sulla quale occorre trovare un accordo.

Leggevo su italialaica.it della durata “naturale” della vita umana(*). Al di la’ dei paradossi cui si va spesso incontro applicando la logica agli enunciati derivati da convinzioni religiose, anche qui un fraintendimento di fondo ha origine da definizioni diverse della parola “dono”.
Evidentemente il termine regalo deve essere considerato troppo triviale. “Presente, troppo moderno e “pensiero o sorpresa poi deve suonare come bestemmia. La chiesa e’ cosi’ legata al termine “dono” perche’, con tutta probabilita’, oltre a caratterizzare implicitamente bonta’ e generosita’ di colui che lo elargisce (il dono), sottintende riconoscenza e riverenza da parte di chi lo riceve. Un elogio ripetuto fino all’ossessione nella speranza d’essere trattati con un occhio di riguardo. In Evangelium vitae, di Giovanni Paolo II, il termine “dono” compare 107 volte; non viene mai usato un sinonimo.

Intendiamoci, va anche bene che in testi come quello sopra citato, si utilizzi il dialetto compreso dalle persone alle quali il testo e’ rivolto, ma quando e’ con il resto del mondo che si vuole interagire e’ bene esprimersi mediante la lingua del resto del mondo.

In dialetto: “la vita e’ un dono di dio e solo lui, dio, puo’ decidere quando farla finire“(**).

Come a dire che se ti regalo un cappotto puoi usarlo come credi (quasi), ti piaccia o no (il cappotto), ma ricorda che anche qualora non dovesse piu’ starti, o quando sara’ logoro o vecchio non potrai disfartene. Lo dovrai tenere nell’armadio fintanto che io decidero’ di venire a riprenderlo (al limite se puzza puoi lavarlo). Un dono si puo’ anche rifiutare, non e’ carino farlo (forse anche un po’ maleducato), ma il mio cappotto sei obbligato a prenderlo.

Nella lingua del resto del mondo suona piu’ o meno: “la vita ti viene data in usufrutto da dio e solo lui, dio, godendone della nuda proprieta’ puo’ decidere il momento in cui dovrai restituirla”.

Se poi si vuol considerare anche la morte come un dono… di dio…

(*) non ho avuto modo di leggere le dichiarazioni del cardinale Saraiva Martins a cui i commenti dell’articolo si riferiscono.

(**) mentre scrivo sto pensando alla morte indegna cui Giovanni Nuvoli e’ stato costretto.

Bible fight e’ giocabile on line da qualche mese. Un picchiaduro epico e dissacrante. Personaggi: Gesu’, Eva, Maria, Mose’, Noe’ e Satana.

Uno contro uno, in perfetto stile Dead or Alive. Pugni e calci senza esclusione di miracoli! Si parte con inquietante sguardo di Maria, che nonostante l’handicap del figlio in braccio, usa con mirabile maestria l’ascensione come un teletrasporto. Fino a Gesu’, che con la sua moltiplicazione, immobilizza l’avversario sotto cumuli di pesce. Non mancano i diluvi di Noe’, le rane di Mose e… per il resto giocateci. C’e’ anche un settimo personaggio da sbloccare. Chi sara mai?

DISCLAIMER: E’ decisamente sconsigliato a coloro senza un minimo d’ironia, ai deboli di Fede ed ai bigotti. Una pratica continuata puo’ dare dipendenza. Da somministrarsi sotto controllo parentale.

Note: Ho saputo del gioco qui. Qui un link diretto al gioco.

La traduzione di the god delusion, best seller dell’etologo Richard Dawkins, arrivera’ in Italia probabilmente a settembre con il titolo: l’illusione di dio. L’evoluzionismo, secondo Dawkins, e’ in grado di spiegare in maniera soddisfacente la comparsa dell’uomo sulla terra molto piu’ di quanto non faccia il creazionismo. Allora come mai il progetto intelligente su cui sono fondate le religioni, ha avuto e ha tutt’ora tanto ascendente tra i popoli del mondo? La risposta sta nel modo secondo cui la religione si propaga nel tempo: di padre in figlio come una patologia. Come un virus.

Chi non vuole attendere il libro puo’ trovare subito la spiegazione del concetto esposto sopra, nella seconda parte del documentario, the root of all evil?(*) trasmesso in due puntate da channel four (qui si trova la prima). Il documentario e’ sottotitolato in italiano e immagino non ci sara’ ragione di doppiarlo per i prossimi venti anni, momento in cui verra’ (forse) trasmesso anche in Italia.

Per il codice Da Vinci, cavalcando il momento propizio alle vendite, sono spuntati diversi titoli: Processo al codice DV; Il codice DV spiegato ai suoi lettori; La verita’ del codice DV; La frode del codice DV. Giochi di prestigio ai danni del Cristianesimo. Alcuni dei quali in veste di difensore d’ufficio. Insomma qualcuno ha sentito la necessita’ impellente di ristabilire l’ordine. Di rinsaldare certe basi. Separiamo i fatti dalle fantasie (almeno da quelle di Brown), deve aver pensato qualche autore (motu proprio?).

Necessita’ che evidentemente il matematico impertinente con la sua ultima fatica, “Perche’ non possiamo essere cristiani”, non ha saputo creare pur scrivendo un testo che nessuno(**) ha provato a smontare punto per punto. Ma Odifreddi con le sue medie e mediane ha scritto un infelice primo capitolo, quindi nel suo caso, nessuna confusione da far rientrare: si e’ capito subito chi era il cattivo.

Sara’ interessante osservare le reazioni al libro di Dawkins nel nostro paese. Ci dovranno bastare -Deluded by Dawkins? A Christian Response to the God Delusion- e -Darwin’s Angel: A Seraphic Response to “The God Delusion”- Credo proprio che ci dovranno bastare. Se un romanzo e’ fantasia, falsificabile con un’altra fantasia (se sufficientemente evocativa) una teoria scientifica come credete si falsifichi?

(*) Ho saputo del documentario qui.

(**) Al momento, che io sappia, solo il prof. G. Giardina ha scritto qui “Una dotta recensione…”, nella quale dichiara pero’ di non aver letto tutto il testo per un punto di metodo.

E’ della scorsa settimana. Un uomo in bermuda bianche ed una corona di spine sul capo, galleggia a mezz’aria tra le fiamme d’un rogo che non c’e’. Passeggia placido per le vie dei Parioli trascinando senza apparente fatica, una pesante (almeno sembra) ics marrone. Non fosse per il bagliore sopra la testa, sarei portato a dire che somigli molto ad uno di quei piccoli oggetti che per otto anni da bambino ho intravisto alle spalle delle miei insegnati.

Le vie dei Parioli sono affollate di passanti che non passano, anzi sono proprio fermi e ogni tanto agitano le mani tutti allo stesso modo che uno psichiatra, che si trovasse a passar di li definirebbe: maniera ossessivo compulsiva. Pero’ la curiosa presenza non sembra affatto averli sorpresi perche’ non dicono nulla e non fanno nulla (oltre che gesticolare). Sembra proprio tutto sia normale. Ed e’ normale perche’ quella in figura e’ una cartolina dalla sim Parioli su second life.

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Parioli, su second life, e’ un posto molto “in”, gestito da italiani e da italiani molto frequentato. Un posto, mi racconta un abitue’, con regole ferree e un servizio d’ordine attento ed efficiente che come misura estrema esilia chi le infrange. Una delle regole e’, che si puo’ (almeno fino ad oggi) usare l’avatar che si preferisce, a patto che di tutto sia vestito, tranne che di sola pelle umana e propria.

Ripensavo al caso operazione pretofilia ed ai pretesti che hanno dato luogo all’autocensura di molleindustria. In quale modo potrebbe reagire il Luca di turno se ad un tratto avatar vestiti di grembiule lungo nero smettessero di gesticolare e cominciassero ad avvicinarsi troppo ad avatar con i calzoncini corti? Il mondo e’ virtuale. La simulazione, tra corpi privi di corpo, ha come limite solo la fantasia (governatore di Linden permettendo). Circolano leggende lindenliane in cui si narra di avatar costretti a pagare somme in linden (moneta dal luogo) per il proprio rilascio, perche’ imprigionati sotto campane di vetro da altri avatar. CTRL-D e nuova interpellanza? Questa volta siamo d’accordo, ulteriori tentativi censori non avrebbero seguito.

Ma se su certe poltrone restano seduti gli stessi devoti, quanto tempo occorrera’ perche’ le purpuree figure, fonti d’ispirazione, abbiano nuovamente di che compiacersi? Non ho difficolta’ ad immaginare un nuovo disegno di legge, qualcosa all’italiana come: second life, la bioetica della prima (vita) non e’ seconda a nessuno. Un progetto magari in stretta collaborazione con la Cina (passando direttamente per il loro proxy).

Ci vorra’ ancora un po’. Assisteremo prima all’aggiunta di nuove voci all’elenco delle censure in rete, ma poi arriveranno anche li’, su Second Life. Di conforto puo’ essere che se le parole di Frattini troveranno un numero adeguato di consensi, non saremo soli. Tutta l’europa si ritrovera’ ad oscurare i siti che insegnano a costruire bombe, ma “That is nothing to do with freedom of expression“.

Quando la satira si fa dura.. e’ censura. Capitava qualche giorno fa quando un’interpellanza parlamentare a firma dell’onorevole Luca Volonte’, chiedeva cosa il governo intendesse fare visto che “viene fatto scaricare un gioco che è l’ennesima dimostrazione del crescente attacco alle religioni e al sentimento religioso di tutte le confessioni, ma in particolare di quella cattolica”
Il gioco in questione era: operazione pretofilia. Satira allo stato puro che con tutta probabilita’ si ispirava alla questione “Sex crimes and the Vatican”. Dalla lettura dei verbali dell’ordinanza, sembra che il governo intendesse applicare il decreto Gentiloni sulla pedopornografia. Quelli di molleindustria, il sito che ospitava il gioco, decidevano di autocensurarsi per far in modo che a rimetterci non fosse il loro provider, rimuovendo il gioco dal loro server. Poi (nota pubblicata da autistici/inventati) scattava il totale, seppure per un breve periodo, blocco di noblogs.org perche’ alcuni utenti della piattaforma che ospita centinaia di blog, avevano pubblicato il gioco. Ora il gioco e’ nuovamente on-line, o meglio lo e’ una versione censurata, come viene spiegato. Nel frattempo ‘operazione pretofila’, veniva mirrorato e si diffondeva attraverso le reti p2p. Fin qui i fatti.

Mediante un comunicato on-line i rappresentanti UDC affermano che ‘operazione pretofilia’ sia l’ultimo baluardo sottoforma di gioco del fenomeno della pedopornografia. Il punto e’: ‘operazione pretofilia’ e’ da considerarsi materiale pedopornografico? Un interessante intervento su punto-informatico risponderebbe di no. Allora qualora fosse partita un’operazione di oscuramento come prevista dal decreto Gentiloni si sarebbe usciti dalla legalita’.

Anche volendosi dimenticare dell’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, rimane l’impressione che qualcuno, per ragioni che lascio all’immaginazione del lettore, tenti disperatamente di ripristinare un’immagine. Immagine compromessa ad un punto tale che, in questo momento affermare che il luogo piu’ sicuro per il nostri figli sia l’oratorio sottocasa, puo’ considerarsi fare della satira di cattivo gusto. Il fatto grave e inaccettabile e’ che questo tentativo strumentalizzi proprio gli abusi sui minori.

Sembra stia nascendo una nuova fede, la fede in Odifreddi. Sono sicuro che Giorgio Israel (nel post “il nuovo vitello d’oro”) intenda che attorno a lui (Odifreddi) stia creandosi una sorta di clima di fiducia (beh non proprio tutto intorno) perche’ se fosse davvero una Fede quella alla quale allude, si tratterebbe di un fatto fuori dall’ordinario, da studiare per benino e sopratutto ben documentare e conservare su un qualche supporto a prova di cataclisma. Non sia mai che tra qualche migliao d’anni qualcuno volesse fare lo spiritoso. E’ quanto si evincerebbe da alcuni commenti dei suoi lettori al suo ultimo libro “Perche’ non possiamo essere cristiani” sul sito Internet Bookshop.

Diamo pure una lettura ad alcuni commenti piu’ avversi al libro (e spesso non solo a quest’ultimo), a quelli piu’ duri, quelli che danno il punteggio minimo.

Il libro di Odifreddi, come del resto tutta la sua produzione, è una specie di “Novella 2000″ della scienza.

Della scienza? Vabbe’, forse e’ meglio iniziare da uno che il libro l’abbia letto davvero.

sarei curioso di leggere qualche testo del tipo “Perché non possiamo essere Islamici [...]” se vogliamo allo stesso tempo essere razionali e onesti.

Non capisco come un secondo libro possa dare piu’ razionalita’ al primo. Ma c’e’ chi si spinge oltre dando del pavido all’Odifreddi per la mancata stesura di un analogo libro sull’islam.

Aspetto trepidante il prossimo libro di Odifreddi, “Perché non possiamo essere musulmani (meno che mai talebani)”, perché lo scriverai, non è vero Piergiorgio Cuor di Leone???

E’ una linea di pensiero che onestamente fatico a comprendere. In che modo l’affermare quanto sopra rafforza le tesi di chi non ha apprezzato il libro? E poi fosse vero, se anche un secondo libro non venisse mai scritto per le regioni sottilmente espresse, quali virgole dell’ultimo lavoro di Odifreddi cambierebbero di posto? A voler pensar quasi male parrebbe una sorta d’augurio nel nostalgico ricordo di quei tempi piu’ caldi per coloro additati d’eresia.

È troppo facile, cari laici, frignare come vittime insultando la religione cattolica, la quale (checché ne dica Odifreddi) si limita ad esprimere le proprie idee senza fare danni.

Significa forse che il libro ha danneggiato qualcuno? Sul non fare danni, a parte un certo numero di ingerenze di troppo, mi si trova quasi d’accordo.

[...] vorrei ricordarvi che, in una società civile, un matematico non può andare da me idraulico, operaio o manovale e dirmi “Sii ateo, perché io, depositario della verità e della conoscenza, ti dico che è la cosa giusta da fare.”, perché “Nessuno può permettersi di mettere i piedi intesta a un altro con la scusa dell’istruzione [...]

Se a qualcuno fosse sfuggito, preti vescovi e cardinali, non sono idraulici operai e manovali (sento gia’ le accuse di anticlericalismo, ma che colpa ho se il clero e’ istruito e dice cose giuste).

Sono un ingegnere [...] porto dentro di me la ricerca della verità delle cose e lo spirito della scienza, del dettaglio, delle dimostrazioni… ma nulla di questo ho trovato nel libro [...]

Esattamente quanto non si trova in bibbia e vangeli, da chi si va a protestare ora?

Un giorno lessi che un giornalista ateo fece un’intervista a Padre Pio e gli confidò che lui non credeva minimamente nell’esistenza dell’inferno, e Padre Pio gli rispose: “Non ti preoccupare figliolo, ci crederai quando ci metterai piede”

Questa e’ quasi intimidazione!

E’ facile, senza alcun contradditori, fermarsi alle critiche piu’ banali e superficiali [...]

Intanto gia’ far conoscere le critiche piu’ banali e superficiale e’ un risultato anche se…

Tutti concetti risaputi da almeno 250 anni. Niente di nuovo [...]

Niente di nuovo sotto il sole;

Ora mi spiego perche’ mai un disclaimer, un’ introduzione, una nota a pie di pagina su bibbie e vangeli pubblicati, che avvertano che quella che il lettore si appresta a leggere e’ una versione, una versione tra le tante.

Ci vogliono anni di studio per una prima base di cristianesimo. Chi non ne ha il tempo, farebbe bene a non improvvisarsi critico.

Ma non erano cose note e concetti risaputi?

L’archeologia ha sempre confermato l’esattezza delle bibbia [...]

Assieme all’esattezza della sacra sindone immagino.

Possibile sovvertire con un “libercolo” la storia di millenni, fatta di santi,religiosi,povera gente che ha vissuto solo per fare del bene in nome di un Credo. [...] P.S. il libro l’ho letto!!!!

Intendendo a parte certe storie di roghi e guerre sante? P.S. Non metto in dubbio che tu l’abbia letto!!!

Possibile che un semplice libro, peraltro molto erudito, debba cambiare il corso della vita di milioni di persone?

Mi chiedo, come può uno scritto così erudito, cambiare l’idea di una persona avanti negli anni, che dalla nascita ha sempre creduto in una vita migliore.

Un solo libro lo ha gia’ fatto! Un libro privo di certe introduzioni e note a pie di pagina. Piu precisamente non ha cambiato il corso della vita, ne ha imposto uno ed il problema e’ proprio che per un certo numero di persone lo ha fatto dalla nascita. Le stesse persone a cui il commento sotto (l’unico tra quelli che ho citato ad aver dato al libro un voto medio) che uso per concludere, si riferisce (oddio forse non a tutte):

Sono stupita del numero di “ferventi” cristiani non cattolici che hanno letto il libro e lo hanno “matematicamente” stroncato. E non nel senso che lo hanno letto con la dovuta criticità ma che semplicemente si sono sentiti offesi nel veder smantellate tesi che volenti o nolenti costituiscono comunque un parte importante della loro vita. Vorrei solo domandare perchè quando si toccano ambiti religiosi tutti si sentono offesi e lo stesso si pretende non succeda quando invece la Chiesa,e mi permetto di dire ogni altra umana istituzione religiosa (dunque nienteaffatto divina), pontificano sulla vita delle persone pretendendo che tutti si conformino al loro credo ed alla loro morale. Lungi dal voler essere troppo polemica e soprattutto daccordo con il fatto che ogni credente deve essere rispettato, vorrei però pretendere lo stesso rispetto e la stessa libertà di scelta e di pensiero anche per chi crede in qualcosa di diverso o non crede affatto.

Altro che nuova fede.